Sette giorni bloccati nell'Artico: rifugio di neve, ghiaccio troppo spesso e la caccia a un pesce

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Panoramica

Jimmy e cinque amici, Hase, Chandler, Nolan, Tareq e il cameraman Darius, provano a restare sette giorni nell'Artico con il solo contenuto dei loro zaini. Per Jimmy la sfida ha anche un valore personale. Racconta che l'ultimo video di sopravvivenza era stato un fallimento e che questo doveva essere il riscatto. Le regole sono due: ogni giorno un aereo sorvola il campo, e chi vuole andarsene può sparare un razzo di segnalazione, ma prima deve rasarsi la testa. Nel video la domanda centrale resta aperta fino alla fine: il gruppo riuscirà a procurarsi cibo prima che il freddo e la fame lo costringano ad arrendersi?

12 min di lettura

Giorno 1: niente tende, solo neve

Il gruppo atterra su circa 60 centimetri di neve. Jimmy rivela di non aver detto a nessuno di portare le tende: il rifugio sarà un fortino scavato nella neve. Gli obiettivi del primo giorno sono due, costruire il riparo e accendere un fuoco, e vanno raggiunti prima del tramonto. Secondo Jimmy, di notte il freddo è tale che dieci minuti esposti al vento potrebbero bastare per un congelamento. Il fortino serve a ripararsi dal vento artico e a condividere il calore dei corpi.

Mentre gli altri scavano, Hase va a raccogliere legna e la trova secca, cosa che lui stesso definisce una gran fortuna. Il primo tentativo di far entrare tutti nel rifugio non funziona. Lo spazio è strettissimo, non si possono stendere le gambe e qualcuno dice di non entrarci proprio. Jimmy fissa una sola priorità: nessuno deve morire in questo video, anche a costo di dormire scomodi.

Il fuoco parte e permette di scongelare i guanti e di sciogliere la neve per avere acqua potabile. Il gruppo scopre però che aggiungere neve nella pentola raffredda di nuovo l'acqua. Durante la serata a qualcuno prendono fuoco la giacca e i pantaloni. Dopo mezzanotte, ormai al Giorno 2, il rifugio è ancora troppo piccolo. Ci stanno comodi due o tre, mentre Hase e Darius restano fuori, e uno del gruppo annuncia che dormirà all'aperto.

Giorno 2: la notte peggiore e i problemi pratici

Jimmy descrive la prima notte come la peggiore dormita della loro vita. Sugli zaini c'è la brina, la telecamera è così fredda che non si riesce a tenerla in mano senza guanti, e qualcuno non sente più le dita dei piedi. Passa l'aereo e Jimmy ricorda la regola del razzo e della testa rasata. Nonostante qualcuno definisca la notte "uno schifo", nessuno si ritira.

L'obiettivo della giornata è ingrandire il rifugio finché tutti e sei possano dormire fianco a fianco su due file. Mentre scavano emerge un altro problema. La tenda per il bagno era nella lista, ma nessuno l'ha messa nello zaino. Si cerca allora una zona lontana dal campo, perché un bagno vicino potrebbe attirare gli orsi. Uno del gruppo racconta che a inquietarlo sono le orme di animali che vede ovunque senza mai vedere l'animale, e ammette di aver pensato seriamente al razzo.

Jimmy confessa di non credere che sia solo il Giorno 2, perché gli sembra il sesto o settimo giorno di una sfida tipica, e di non essere sicuro che arriveranno tutti alla fine. Individua anche il problema non ancora affrontato: il cibo portato basta per tre, forse quattro giorni. Senza pesca o caccia, dice, non sopravviveranno.

Giorno 3: congelamento, legna bagnata e il primo tentativo di pesca

Il terzo giorno Jimmy nota sul naso alcuni punti che diventano viola e pensa a un gelone. La sera il calo di temperatura è così forte che nemmeno il rifugio basta. Chandler ha le dita dei piedi bianche, senza colore, e il gruppo le giudica un probabile principio di congelamento da scaldare in fretta. Le mette sotto l'ascella di un compagno. Proprio in quel giorno il pilota comunica che nevica troppo per volare. Qualcuno osserva che il giorno peggiore della sfida è anche l'unico in cui non si può evacuare.

La neve della notte ha coperto il campo e bagnato tutta la legna. Il fuoco riparte grazie a un'idea delle "piume", le sottili scaglie di legno prodotte da uno del gruppo, che fanno prendere la scintilla. Jimmy osserva però che si stanno concentrando sul calore quando dovrebbero pensare al cibo. Tira fuori una trivella: vicino al campo c'è un lago ghiacciato, e il piano è fare un buco e pescare. Prima di partire controllano Chandler, che appare migliorato perché il colore sta tornando. Nolan resta al campo per occuparsene.

Sul lago soffia un vento fortissimo. Il gruppo punta alle zone più scure, sperando che lì il ghiaccio sia più sottile. Arrivati a circa 76 centimetri, "mezzo Tareq" secondo una battuta, il buco è profondo quanto un braccio, ma la trivella non è abbastanza lunga e non raggiunge l'acqua. Intanto al campo la cucina è sepolta dalla neve e buona parte dell'attrezzatura per cucinare è andata persa. Con i vestiti fradici e il rischio di ipotermia, i pescatori rientrano senza nulla.

Il ritorno a mani vuote porta Jimmy a ripensare al fallimento precedente e a promettere che nel prossimo video non fallirà. Il morale è bassissimo. Qualcuno chiede di essere messo KO e svegliato al Giorno 7. Si teme soprattutto la notte: con gli abiti bagnati, dice uno di loro, quando l'acqua congela vicino al corpo si muore. La soluzione è un giaciglio di rami di abete per isolarsi dal terreno, perché secondo il gruppo il freddo notturno viene soprattutto dal contatto con il suolo. Hase arriva con una scorta di rami, accolta come un regalo di Natale anticipato.

Giorno 4: il drone, il fiume e un altro fallimento

La mattina il tempo migliora e c'è il sole, ma presto qualcuno nota una zona scura all'orizzonte e annuncia una bufera in arrivo. Inoltre, senza pesca il cibo finirà quel giorno stesso. Per trovare un punto migliore il gruppo usa il drone di Darius e cerca ghiaccio con acqua corrente sotto. Il ragionamento esposto è che l'acqua che scorre renda il ghiaccio più sottile e che un grande fiume abbia più pesce. Il drone individua un fiume lontano, oltre un lago e una foresta.

Per la traversata usano sci da fondo. Jimmy ammette di non saper sciare e anche Darius cade spesso. Poi, nella foresta, passano alle ciaspole. Lungo il percorso trovano impronte enormi che Hase attribuisce a un alce, e il gruppo decide di andare nella direzione opposta. Al campo intanto Nolan e Chandler ampliano il rifugio, con Chandler che stacca dal soffitto blocchi di neve giganteschi tra gli avvertimenti a non farlo crollare.

Arriva l'aereo e la tentazione si fa sentire: chi è sul fiume parla di porre fine alla sofferenza e di sparare il razzo. Jimmy si chiede se al campo qualcuno si stia già rasando sull'aereo. Il ghiaccio del fiume però non si rivela più sottile: anche qui il buco arriva alla profondità di un braccio senza trovare acqua. Uno del gruppo cade, si riempie lo stivale di neve e ha le dita dei piedi rosse che tendono al viola. Le scalda sotto l'ascella di Darius. Dopo tre ore al freddo Jimmy decide di rientrare, dicendo che altrimenti qualcuno si farà male seriamente, e ammette di aver fallito di nuovo. Il bilancio è di quattro ore estenuanti, il sole che tramonta e nessun pesce. Qualcuno al campo commenta che avrebbe dovuto sparare il razzo. Il rifugio ingrandito permette almeno di dormire distanziati, senza urtarsi.

Giorno 5: l'ultimo tentativo e il pesce preso durante il monologo

Il quinto giorno il gruppo consuma l'ultimo pasto e qualche snack di riserva. Fuori c'è una bufera, non arriveranno aerei né soccorsi, e la neve è bagnata: uscire significa inzupparsi. Jimmy avverte che anche se pescassero qualcosa il rientro sarebbe molto pericoloso e che bisogna mettere in conto che qualcuno torni in ipotermia. Per questo chiede a chi resta al campo di preparare acqua calda, come una stazione d'emergenza. Spiega anche perché insiste: conosce i suoi amici e pensa che, senza pesce, il giorno dopo sparerebbero il razzo. Ricorda che nel video precedente ci erano andati vicino, "all'isola", senza riuscirci, e non vuole che succeda di nuovo.

Per la bufera rinunciano agli sci, così da portare meno peso, ma il percorso diventa più lungo e la traccia del giorno prima è stata cancellata dalla neve. Al campo, chi è rimasto deve accendere il fuoco senza Hase, che secondo loro era l'unico a sapere come fare. La legna è fradicia. La soluzione arriva da un albero morto, secco all'interno: lo aprono e lo sminuzzano per ottenere materiale da innesco.

Al fiume la trivella lasciata conficcata nel ghiaccio, "come Excalibur", è ancora lì, e il buco anche. Mentre un compagno allarga i lati con il piccone, Jimmy cerca un punto più sottile. La sua ipotesi è che dove due fiumi si incontrano l'acqua sia più agitata e il ghiaccio più sottile. Poco dopo qualcuno grida che sono passati: in quel punto il ghiaccio è di circa 20 centimetri. Usano cibo congelato come esca e aprono più buchi.

L'attesa è lunga. Jimmy confessa davanti alla telecamera di avere molto freddo e di cominciare a dubitare che un pesce abboccherà. Teme che senza calorie la notte e il giorno dopo saranno durissimi e che la sfida possa essere annullata se la neve aumenta. Dice di non voler fallire due sfide di fila e di essere disposto a restare seduto lì tutto il tempo necessario. Proprio mentre parla, un pesce abbocca. Jimmy lo afferra con la mano, ma il pesce si stacca e torna in acqua. I compagni lo incoraggiano a continuare, sostenendo che dove c'è un pesce ce ne sono altri. Poco dopo Jimmy ne tira fuori uno con calma attraverso il buco, e più tardi anche Hase ne prende un secondo. Il bilancio dichiarato è di due pesci dopo sette ore di pesca.

Al campo, intanto, Chandler riesce ad accendere il fuoco e l'acqua è pronta. Quando i pescatori arrivano scoppia la festa: il primo pesce viene cotto e mangiato, giudicato delizioso e il più fresco mai assaggiato, mentre il secondo viene tenuto per il Giorno 6.

Giorno 6: divertimento e bilancio di dieci anni di sfide

All'arrivo dell'aereo Jimmy scherza dicendo di voler sparare il razzo, ma poi chiarisce che dopo cinque giorni estenuanti vuole regalare al gruppo un po' di divertimento. A chi arriverà al Giorno 7 promette una sorpresa. Uno dei partecipanti dice di essere stato sul punto di andarsene senza pesce e definisce questa la sfida più dura mai fatta. Dopo una battuta su un'altra prova di sette anni prima, legata ai sottaceti, ne fa la seconda più dura.

Jimmy riflette sui quasi dieci anni di video di sopravvivenza. Ricorda, per esempio, le 24 ore passate sott'acqua, momenti che descrive come tra i più duri della sua vita ma anche tra i più belli, come la zattera che galleggiava o le risate nella grotta, isolati dal mondo. Ringrazia gli amici: secondo lui sono il motivo per cui un video che sulla carta dovrebbe essere terribile finisce per avere tanti bei momenti. Ringrazia anche il pubblico e dice che da bambino sognava di vivere la vita che vive oggi.

La giornata prosegue con palle di neve e discese sulla neve, durante una delle quali Jimmy finisce di nuovo fradicio, e viene giudicata un "10 su 10". La sera Hase tira fuori gli s'mores che aveva conservato per l'ultima notte. Jimmy anticipa che il ritorno non avverrà in elicottero, senza spiegare altro.

Giorno 7: la sorpresa

La mattina del settimo giorno Jimmy finge un colpo di scena, annunciando che resteranno un'altra settimana, ma è solo uno scherzo. Prima di partire il gruppo raccoglie ogni rifiuto dal campo. Poi il razzo viene sparato, e stavolta segnala la sorpresa: un branco di cani da slitta che porta via il gruppo, definito "la cosa più artica di sempre". La sfida si chiude così, con tutti e sei arrivati ai sette giorni. Il riscatto che Jimmy cercava dopo il fallimento precedente è arrivato solo all'ultimo tentativo utile, grazie a due pesci presi al quinto giorno.