Dentro l'ultima prova dell'abito da sposa di Dove Cameron da Valentino

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Panoramica

Dove Cameron è a Roma, diretta nell'atelier di Valentino per l'ultima prova del suo abito da sposa. Mancano pochi giorni al matrimonio con il musicista Damiano David. Nel video racconta come vive l'avvicinarsi del grande giorno, perché voleva un abito semplice ma non banale, quanto conta per lei il velo e quanto sia stato faticoso organizzare le nozze mentre lavorava a un album e a un tour.

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Un matrimonio mai immaginato, e ora del tutto naturale

Dove Cameron dice di non aver mai fantasticato da bambina su come sarebbe stato il suo matrimonio. Semmai, scherza, avrebbe voluto affittare la Carnegie Hall ed entrare con un grande abito nero ricoperto di piume, accompagnata da un'orchestra di 32 elementi. Proprio perché non se l'era mai figurato, ora che il matrimonio è diventato realtà si sente "completamente impreparata", ma in senso positivo.

Descrive la scelta di sposarsi come qualcosa di giusto, naturale e semplice, un passo successivo "naturale e bellissimo". Dice di non sapere in che altro modo spiegarlo, se non dicendo di essere innamorata. Si sposeranno fra quattro "lunghi" giorni. È contenta che le celebrazioni durino più di un giorno, perché tutti continuano a ripeterle che passerà in un attimo. Lei e il fidanzato si ripetono spesso che tutto sembrerà vero solo quando saranno lì.

Il primo sguardo all'abito completo

Arrivata da Valentino, entra a occhi chiusi. Quando li apre vede per la prima volta l'abito completo di velo sul manichino. Lo aveva già visto diverse volte, spiega, ma ogni volta le sembra di vederlo per la prima volta, e ogni volta le appare diverso.

Racconta che il suo desiderio principale era un abito semplice ma raffinato, con cui potesse sentirsi sé stessa. Voleva qualcosa di classico e senza tempo che restasse comunque interessante. Lo trova molto romantico e dice che, ogni volta che lo indossa, le sembra sempre più "una seconda pelle".

Il velo "celestiale"

Per lei il velo è bello quanto l'abito, se non di più. Aggiunge subito che è impossibile, tanto le piace il vestito. Il suo secondo nome è Celeste, e desiderava qualcosa di davvero "celestiale" e unico. Secondo lei il team di Valentino ha realizzato "un'opera d'arte". Crede che l'idea sia partita dalla maison, per l'effetto spettacolare del velo quando si muove e la luce del sole lo colpisce: sembrerà una costellazione che fluttua sul pavimento.

Il velo ha cambiato forma durante le prove. Alla primissima prova era, a quanto ricorda, tra i 30 e i 60 centimetri più lungo, e insieme al team hanno concluso che non sarebbe stato molto pratico. È stato poi diviso su entrambi i lati, così che lei possa allungare le braccia e tenere il bouquet. Tra i dettagli mostra un ricamo con la luna e molte piccole stelle.

L'emozione della prova e la videochiamata con la famiglia

Quando indossa l'abito dice di sentirsi nervosa, e poi ammette che in realtà le viene da piangere. Chi è con lei le risponde che sarebbe strano il contrario e che è meglio sfogarsi adesso. Spiega che di solito fa molta fatica a sentirsi sé stessa quando indossa un vestito, e che questa volta invece ci riesce. Per questo ringrazia il team.

Decide poi di videochiamare la madre e la nonna, che non hanno potuto essere presenti. La madre le dice che è bellissima. La nonna le raccomanda di non piangere, altrimenti piangerà tantissimo anche lei, e le fa i complimenti per l'acconciatura. Dove passa il telefono a una persona di nome Katelynn per potersi mettere il velo. Sottolinea che l'abito è un segreto: Damiano non ha visto niente. Saluta i familiari con un "ci vediamo tra tipo tre giorni".

Tre parole per descrivere il suo stile

A chi le sta accanto viene chiesto di descrivere lo stile di Dove in tre parole. La risposta è "forte, intramontabile, etereo", con la precisazione che ce ne sarebbero altre venti. Ridendo, dicono che il loro problema è amare troppe cose: le parole e i vestiti.

Bottoni, maniche e tre strascichi

Dove dice che non dimenticherà mai la vestibilità dell'abito. Attribuisce il risultato alla cura, all'impegno e al ritmo di lavoro della maison. Si accorgono di aver parlato poco dei bottoni, che sono tantissimi: partono dalla parte alta e arrivano fino all'orlo dello strascico.

I suoi dettagli preferiti, però, sono le maniche. Dice che a volte se ne dimentica e poi se ne ricorda, e trova quasi assurdo sceglierle con un velo così ricco di particolari su cui concentrarsi. Spiega di amare il movimento nei vestiti ma di non volere una gonna ampia, "perché non è da me". Ha quindi cercato quel movimento in altri punti dell'abito, e così si è arrivati a tre strascichi.

Organizzare un matrimonio: più difficile del previsto

Tutti avevano cercato di avvertirla di quanto fosse folle organizzare un matrimonio, e lei rispondeva "sì, sì". Con Damiano si erano detti che ce l'avrebbero fatta, che non poteva essere così difficile. Chi è con lei ricorda che il matrimonio si somma a tutto il resto: un album in uscita, la preparazione di un tour, la recitazione.

Dove si rivolge a chi sta organizzando un matrimonio in questo momento, con affetto, stima e solidarietà. Racconta di essersi sentita davvero sopraffatta e di non aver mai immaginato quanto sarebbe stato folle. Anche per questo, ora che è arrivata a questo punto, le sembra irreale, perché troppe cose l'hanno portata fin qui.

Valentino, la maison sognata

Lavorare al proprio abito con una casa di moda che ama tanto la emoziona. Valentino era proprio la maison con cui sognava di collaborare per il look del matrimonio. Racconta che piange ogni volta che va nell'atelier, perché sono stati gentilissimi e hanno fatto di tutto per lei, e scherza che dev'essere "qualcosa nell'aria". Chiude spiegando che tutto è così speciale semplicemente perché si tratta del suo matrimonio: "è tutto l'insieme".