Guardare un video per sfamare qualcuno: scuole in Kenya e Ghana e cibo recuperato negli Stati Uniti

Apri su YouTube ↗
Panoramica

Il video parte da una promessa semplice: ogni visualizzazione completa genera denaro, e quel denaro viene trasformato in pasti per persone in difficoltà. MrBeast lo presenta come un meccanismo che cresce insieme al video e accompagna lo spettatore in tre contesti diversi: alcune scuole in Kenya, una comunità agricola del Ghana legata alla coltivazione del cacao e un grande mercato all'ingrosso negli Stati Uniti. Il filo conduttore è che la fame non si risolve allo stesso modo ovunque. In Africa il problema mostrato è produrre e distribuire abbastanza cibo. In America, secondo il video, il problema è invece lo spreco.

11 min di lettura

Il meccanismo: le visualizzazioni come fonte di denaro

In apertura MrBeast spiega che, quando qualcuno guarda il video fino alla fine, "spettatore incluso", si genera denaro. Man mano che il video cresce, quel denaro sfamerà un numero sempre maggiore di persone. Non si parla però solo di pasti. Guardando il video, dice, si contribuisce anche a terreni agricoli, cucine di grandi dimensioni e cibo per gli studenti nelle scuole, e quindi a sottrarre bambini al lavoro minorile.

Già nella scena iniziale, con una lunga fila di persone a cui vengono consegnati pasti, il conteggio arriva a 1.500 persone sfamate. È il primo risultato concreto presentato.

Kenya: il cibo che riempie le aule

La prima tappa è una scuola in Kenya. Secondo quanto raccontato nel video, grazie al programma alimentare la frequenza scolastica è "salita alle stelle". Questo ha creato un problema nuovo: non ci sono abbastanza banchi. Alcuni studenti siedono a terra o sulle rocce, e nei banchi esistenti si stringono quattro bambini dove dovrebbero starcene due. MrBeast chiede agli studenti se vogliono banchi nuovi e li fa portare dentro. Il risultato mostrato è che, nonostante l'arrivo di nuovi iscritti, ora ognuno ha un posto a sedere.

Un membro della squadra commenta che la scena fa capire quante cose si diano per scontate in America e in Europa: basta un banco nuovo per migliorare la settimana di uno studente.

Il secondo intervento riguarda la cucina. Quella esistente, che il video mostra con evidente ironia mettendo la parola "cucina" tra virgolette, non permette di servire colazione e pranzo a tutti ogni giorno. Per questo ne è stata costruita una nuova. Oltre a rinnovare la scuola, il team ha aggiunto un pozzo con serbatoio d'acqua, una serra e una fattoria. L'idea dichiarata è dare alla scuola tutto il necessario.

La fattoria Oleleshwa e il trattore

Per far crescere il numero di studenti anche nelle altre scuole, il progetto collabora con grandi fattorie. Una di queste è la fattoria Oleleshwa, gestita da Justice. Lui spiega che la produzione è divisa in due parti. Una va direttamente alle scuole. L'altra viene venduta alle comunità vicine e sostiene così l'organizzazione no profit.

Il limite, secondo il video, è che queste fattorie si basano sul lavoro manuale, e il lavoro manuale non basta a produrre il cibo necessario alle scuole. La risposta è un trattore. MrBeast sostiene che ciò che prima richiedeva 45 minuti ora richiederà 45 secondi.

Qui il video esprime un punto che regge tutta la logica del progetto. Anche se il denaro delle visualizzazioni viene donato ai programmi alimentari, il cibo "non appare magicamente dal nulla": deve venire da qualche parte. In questo caso, spiega MrBeast, viene dalla maggiore resa ottenuta con il trattore. Il trattore, insiste, è più importante di quanto si pensi.

Il camion per la comunità e i 100.000 pasti

Per raggiungere più persone possibile, alla scuola viene consegnato un camion per la comunità. Servirà a distribuire i pasti in eccesso alle famiglie della zona. All'interno, secondo quanto annunciato, ci sono provviste per oltre 100.000 pasti. La comunità, racconta MrBeast, era così grata da regalargli una capra.

A questo punto il video rilancia: se 100.000 pasti sembrano tanti, entro la fine del video, grazie alle visualizzazioni, ne verrà donato un milione.

Ghana: cacao, lavoro minorile e pasti gratuiti

La seconda parte si sposta in Ghana. Anche qui sono stati finanziati una cucina, un serbatoio d'acqua e una nuova fattoria per una scuola locale. Mostrando il cavolo appena piantato, MrBeast spiega che tra due mesi e mezzo sarà cresciuto e che quel piccolo campo basterà a sfamare tutti gli studenti.

Il video contrappone però questo caso a "milioni di altre fattorie in Ghana" che, dice, non hanno una storia altrettanto positiva. La comunità visitata è agricola e gran parte dei genitori coltiva cacao. Lo stesso vale per molti bambini, il cui lavoro è fondamentale per il reddito familiare. Un interlocutore conferma che quattro studenti su cinque, prima di frequentare la scuola, lavoravano in una piantagione. Ora studiano invece di lavorare, e il motivo indicato è che a scuola ricevono un pasto gratuito. Il cibo, secondo il video, fa aumentare le iscrizioni: porta i bambini a scuola e li fa restare.

Più avanti il video riporta un dato: il 45% dei bambini che vivono in famiglie ghanesi coltivatrici di cacao sarebbe impiegato in lavoro minorile illegale. Per contrastare il fenomeno, Feastables e gli agricoltori hanno creato sistemi di monitoraggio e di intervento per fermarlo e mandare i bambini a scuola.

Gli animali come fonte di reddito, e le capre scappate

Il video presenta un secondo modo per tenere i bambini a scuola: regalare coppie di animali, tra cui mucche e capre, alle famiglie. Secondo la logica esposta, con il reddito ricavato dagli animali i genitori potranno mandare i figli a scuola invece di farli lavorare. L'incontro avviene alla vigilia del primo giorno di scuola.

C'è anche un momento comico. Dovendo distribuire molti animali, MrBeast si affida a Tareq, ma "è stato un errore": le capre scappano e Tareq viene scherzosamente "licenziato". Seguono una festa con la comunità, l'assaggio di cioccolato e una ripresa con il drone in cui i bambini possono vedersi dall'alto. Un responsabile locale ringrazia dicendo che pregavano di avere pasti per i loro studenti, che ora li hanno, e che sperano che il sostegno continui per anni, "per sempre".

Stati Uniti: il problema non è la scarsità ma lo spreco

Dopo l'Africa, il video sposta l'attenzione sugli Stati Uniti, dove per porre fine alla fame bisognerebbe risolvere, secondo MrBeast, un problema diverso. L'America produrrebbe così tanto cibo che quasi il 40% viene buttato. Se se ne riuscisse a conservare anche solo il 10%, sostiene, si potrebbe porre fine alla fame nel Paese.

La tappa è il mercato all'ingrosso di Filadelfia, presentato come uno dei più grandi mercati alimentari d'America. Secondo il video, ogni anno oltre quattro milioni e mezzo di chili di cibo invenduto rischiano di essere sprecati. Qui opera Evan con la sua organizzazione, Sharing Excess, che raccoglie cibo destinato a essere buttato "per motivi assurdi". Evan spiega che, se i venditori non sanno dove piazzare un prodotto, l'opzione più facile è gettarlo. L'esempio sono alcune patate: certi rivenditori le rifiuterebbero perché scadono entro un mese, mentre per Evan la domanda ovvia è perché non darle a chi ha fame.

La selezione mostrata è volutamente semplice. Ciò che sembra buono finisce nella scatola, ciò che non lo è va nel cestino. Evan osserva che, se il processo fosse più complicato, nessuno lo farebbe. Non manca una parentesi scherzosa tra Tareq e Nolan su chi abbia il peperone più grosso o più deforme.

Un camion in più per Sharing Excess

Il cibo mostrato, precisa MrBeast, è soltanto quello donato in un giorno da un singolo edificio, e "là fuori ce n'è ancora". Evan spiega che servono più camion per raccogliere il cibo effettivamente disponibile: il mercato e altri simili ne hanno così tanto che Sharing Excess non riesce a distribuirlo prima che vada a male. Con un solo camion in più, secondo il video, l'organizzazione potrebbe salvare fino a tre milioni di chili di cibo in più all'anno.

Il camion viene consegnato a sorpresa: Evan si toglie la benda e si gira. MrBeast aggiunge che le visualizzazioni permetteranno di aiutare Sharing Excess a riempire quel camion "per anni a venire".

Una giornata con un camion in più

Per mostrare cosa può fare un solo giorno con un mezzo aggiuntivo, il video segue il percorso del cibo recuperato. La prima tappa è la Double Trellis Food Kitchen, che ogni giorno cucina pasti gourmet per persone in difficoltà. Gli ingredienti sarebbero stati buttati e diventano invece un pasto per chi ne ha bisogno. Secondo il racconto, i pasti cucinati quel giorno hanno sfamato 600 persone. Nel camion restavano ancora migliaia di chili di prodotti freschi, destinati ai frigoriferi di altre comunità, alla distribuzione di cibo per strada e a una raccolta alimentare nella Carolina del Nord, dove centinaia di persone avevano bisogno di cibo nutriente.

Il ruolo di DoorDash

In questa parte entra il partner del video, DoorDash. Per un periodo limitato, acquistando una felpa disponibile esclusivamente nei DashMart di DoorDash, si contribuirebbe a donare cento pasti a persone in difficoltà. Il video invita a scansionare il QR code o a usare il link in descrizione. Viene citato anche il Project DASH di DoorDash che, secondo quanto affermato, in pochi anni ha aiutato a consegnare oltre cento milioni di pasti. Durante la distribuzione un volontario ribadisce che quel cibo sarebbe stato buttato, e lo definisce "assurdo".

Gli assegni finali e l'impegno di Tony Robbins

Terminata la distribuzione, MrBeast consegna a Evan due assegni. Il primo copre 600.000 pasti: insieme a quelli già annunciati serve a raggiungere il milione promesso prima della pubblicazione del video. Il secondo è un assegno in bianco. MrBeast spiega di non sapere ancora quale sarà la cifra, perché dipenderà da quante persone guarderanno il video, e che lo compilerà in base alle visualizzazioni. "L'importo dipenderà da voi", dice al pubblico.

Oltre a DoorDash, al finanziamento partecipa Tony Robbins. In un messaggio agli spettatori dice che ogni visualizzazione porta più pasti e si impegna a fornire dieci milioni di pasti, raddoppiando le donazioni di chi si unisce a lui. Con il contributo di Robbins e DoorDash, secondo il video, 20 visualizzazioni equivalgono a un pasto.

Il video si chiude senza una cifra definitiva: l'entità dell'ultimo assegno resta aperta e legata a quante persone guarderanno e condivideranno il video.