Cento ore nelle piramidi di Giza: tombe, camere nascoste e la domanda su chi le abbia costruite

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Panoramica

Il video racconta una spedizione di cento ore sull'altopiano di Giza, con un accesso alle piramidi che il gruppo di MrBeast definisce "illimitato". La domanda di fondo viene posta presto: alcuni attribuiscono le piramidi a una civiltà pre-egizia o addirittura agli alieni, mentre gli egittologi sono sicuri che le abbiano costruite i primi egizi come tombe per i loro re. La promessa è scoprire, entro la fine del video, quale teoria sia vera. Il percorso va dalle camere più profonde fino al punto più alto all'interno della Grande Piramide. Lungo la strada il gruppo è accompagnato dalla guida Ramy, dal direttore dell'altopiano di Giza Ashraf e dall'egittologo Zahi Hawass.

12 min di lettura

La Grande Galleria e la Camera del Re di Khufu

La prima tappa è la Grande Piramide. La pietra davanti all'ingresso, spiega la guida, risale a circa 4500 anni fa. Il passaggio iniziale conduce a quella che gli egittologi considerano la tomba di re Khufu, il faraone che, secondo quanto detto nel video, potrebbe aver ordinato la costruzione delle piramidi. Il gruppo attraversa la Grande Galleria. Alla domanda su quale percentuale della piramide abbiano visto finora, la risposta è che potremmo non saperlo mai.

Nella Camera del Re, dove 4600 anni fa si trovava il corpo mummificato del sovrano, la guida precisa che si tratta di quello che "crediamo" sia il luogo di riposo finale. Da qualche parte nella piramide potrebbe esserci un'altra camera, non ancora trovata, che conterrebbe il corpo del re. Questa incertezza diventa uno dei fili del video, insieme alla promessa di esplorare la piramide dalle profondità fino al punto più alto.

Il gruppo allestisce poi un campo base con tavolo, tende e luci puntate sulle piramidi, e fissa la partenza per il giorno dopo alle cinque del mattino.

La piramide di Chefren e le due camere funerarie

La seconda piramide è quella di Chefren. La guida spiega che è importante perché ha permesso di capire com'erano rivestite le piramidi: un tempo apparivano tutte così. Quando qualcuno nel gruppo scherza sugli alieni che le avrebbero "finite", la replica è secca: niente alieni.

Ramy porta il gruppo a quasi 30 metri sotto la superficie, in un luogo che il video descrive come visitato da pochissime persone in epoca moderna. La prima stanza che incontrano è stata a lungo ritenuta la camera funeraria di Chefren. Oggi è usata come magazzino per gli strumenti del restauro in corso, e dentro ci sono anche scatoloni di cartone. La vera camera funeraria, quella che si pensa abbia contenuto il corpo del re, si trova più in basso e ha un soffitto enorme. Sulla parete c'è un graffito con una data, lasciato dall'uomo che ha scoperto la tomba, o almeno da chi sostiene di averla scoperta. Alla domanda se sia irrispettoso sdraiarsi nel sarcofago, la risposta scherzosa è che il problema non è il rispetto ma la maledizione, e il gruppo esce prima di "essere maledetto". Il narratore ammette che la tomba del re non ha risposto a molte domande.

La tomba di Osiride: acqua, aria rarefatta e un cunicolo stretto

La tappa più rischiosa della prima parte è la cosiddetta tomba del dio Osiride, presentata come il "portale per l'aldilà" nel profondo delle piramidi. La discesa avviene lungo scale molto alte. Il gruppo ripete che una caduta sarebbe mortale. Lungo il percorso trovano un frammento di cranio umano, che viene indicato come vecchio di 3000 anni.

La camera è così profonda che c'è il rischio di svenire per mancanza di ossigeno, e chi entra percepisce l'aria come rarefatta. Il fondo è allagato: per raggiungere il centro della stanza bisogna entrare in acqua. Al centro c'è il sarcofago di Osiride, che in teoria sarebbe il portale per l'aldilà. Secondo il video, praticamente nessuno è mai stato lì prima.

In un angolo in fondo a destra si apre un cunicolo che porta "chissà dove". Karl ci entra nonostante le proteste degli altri e descrive in diretta una curva che si restringe, fino a restare letteralmente incastrato con circa un centimetro di spazio. A quel punto è passato più tempo del limite di sicurezza per l'ossigeno e il gruppo risale in fretta. Il cunicolo non viene esplorato fino in fondo, e il video non dice dove porti.

La piramide di Micerino con il direttore dell'altopiano

Dopo un intermezzo con i cammelli, il direttore dell'altopiano di Giza, Ashraf, accompagna il gruppo alla terza piramide, quella di Micerino. All'esterno mostra blocchi di granito di 4600 anni fa e un'illustrazione dell'aspetto originario, confrontata con quanto rimane dopo quasi 5000 anni. Nolan sale per un tratto sulla piramide, cosa normalmente illegale, e viene sgridato. Si tratta però di uno scherzo concordato con il direttore.

All'interno, una prima discesa porta a oltre 30 metri sotto terra, in una camera che il video presenta come la prima della storia egizia con incisioni decorative: sono "porte finte". Il direttore la definisce l'unica decorazione rimasta in una piramide della Prima Dinastia e la data a 4600 anni fa. Segue l'anticamera di Micerino. Da lì si vede un passaggio che il direttore dice essere vuoto. Alla domanda su come faccia a saperlo senza esserci mai entrato, risponde che si vede da lì, ed effettivamente è solo un tunnel. Il commento del narratore è: "Siate sempre scettici".

L'ultimo cunicolo porta alla camera del re, con un soffitto a volta pensato per alleviare il peso. Alla domanda su come potessero saperlo 5000 anni fa, il direttore risponde con una frase che diventa un ritornello del video: se sai costruire una piramide, sai fare tutto. Accanto alla piramide ci sono tre piramidi minori. Secondo il direttore, Micerino le fece costruire per le sue tre regine, come loro tombe.

L'argomento contro gli alieni

Prima di separarsi, il gruppo chiede ad Ashraf un'opinione diretta sugli alieni. La risposta parte dai numeri: in Egitto ci sono 124 piramidi. Ashraf trova assurdo che ogni volta qualcuno dovesse chiamare gli alieni per farsene costruire una. Per lui le hanno costruite gli egizi. È il primo argomento esplicito del video contro la teoria aliena, e si basa sulla quantità e sulla continuità delle costruzioni.

La Sfinge e il presunto tempio d'oro

Con "tutto", commenta il narratore, il direttore intendeva anche la Sfinge. Qui il gruppo è con Zahi Hawass, presentato come "l'uomo che ha trovato praticamente tutto". MrBeast racconta di aver letto online che sotto la Sfinge ci sarebbe un tempio pieno d'oro, e fissa la missione: capire chi ha ragione, Zahi o le teorie complottiste.

MrBeast entra in un'apertura della Sfinge e trova solo un buco vuoto. Zahi gli chiede di dichiararlo subito, e la dichiarazione è: "Non c'è niente nella Sfinge". Il gruppo lascia poi sottoterra un messaggio per il futuro. Alla domanda su quanto possa durare il foglio, la risposta è "migliaia di anni". Nel frattempo il resto della squadra ha ottenuto da esercito e governo egiziano il permesso di sorvolare la zona in elicottero.

La tomba di Iymery: la vita quotidiana dipinta

Per cercare altri segreti, Ramy porta il gruppo alla tomba di Iymery, uno dei luoghi in cui è illegale entrare. La regola fondamentale è non toccare le pareti. Il motivo diventa chiaro all'ingresso: la tomba è interamente coperta di pitture colorate. Ramy spiega che appartiene a un sommo sacerdote, "come il Papa dell'epoca", e che è chiusa al pubblico perché quei colori, vecchi di 4600 anni, non possono essere danneggiati.

Secondo Ramy, tombe come questa sono a volte più importanti delle piramidi, perché raccontano la vita quotidiana degli egizi. Come esempio mostra le scene sulla produzione del vino: prima la pigiatura dell'uva, poi l'imbottigliamento. MrBeast la paragona a "un video tutorial su YouTube di 5000 anni fa". Un'altra scena mostra offerte al sommo sacerdote di "ta" e "henket", tradotte nel video come brandy e birra.

Le tombe dei lavoratori e gli scheletri

Il quarto giorno, a 22 ore dalla fine, il gruppo raggiunge in quad le tombe dei lavoratori per partecipare a uno scavo in corso, di nuovo con Zahi Hawass. Secondo Zahi, è il luogo in cui furono sepolti oltre 4600 anni fa coloro che costruirono le piramidi. A differenza delle tombe con dipinti stupendi, queste appartenevano a persone povere. Zahi mostra un'iscrizione con il nome di un uomo, trascritto come Nefer-theith.

Il narratore anticipa l'obiezione dello spettatore: un'iscrizione che dice che qui sono sepolti i costruttori non è una prova sufficiente. Lui stesso lo pensava, finché non ha visto un teschio nel terreno. MrBeast chiede esplicitamente a Zahi se l'abbia messo lì per la telecamera. Zahi nega: è la posizione esatta dello scheletro, di 4600 anni fa, e non è stato spostato. Nello scavo compare anche una colonna vertebrale.

Zahi spiega che gli scheletri trovati lì, sia di uomini sia di donne, presentano traumi alla schiena. MrBeast ipotizza che dipendano dallo spostamento di blocchi da due tonnellate, e Zahi conferma. Per il narratore è questo il ragionamento con cui Zahi esclude gli alieni: i corpi dei lavoratori sono lì, e portano i segni del lavoro.

Il punto più basso: un tunnel di 90 metri e una stanza vuota

Prima di salire in cima alla Grande Piramide, la guida propone di raggiungerne il punto più basso, decine di metri sotto la struttura, attraverso un tunnel discendente di oltre 90 metri. Alla domanda sul perché i faraoni non abbiano fatto costruire una scala, la risposta è che lo scopo della piramide era proteggere le mummie e i tesori. Per chi nel gruppo è alto quasi due metri la discesa è dolorosa. Ci vuole quasi un'ora di passaggi stretti, con le ginocchia a pezzi, e all'arrivo qualcuno si sente stordito.

In fondo c'è una stanza enorme, che al momento della scoperta era vuota. La guida la interpreta come un diversivo, costruito apposta per seminare dubbi. Aggiunge che anche la Camera del Re visitata il primo giorno sarebbe un diversivo. Il corpo di Khufu, quindi, potrebbe trovarsi ancora da qualche parte nella piramide. Nel video questo viene presentato anche come una prova che le piramidi furono costruite come tombe. La questione della camera nascosta, sollevata all'inizio, resta comunque aperta: il corpo non viene trovato.

Le camere sopra la Camera del Re

Per l'ultima salita possono andare solo cinque persone. Nolan resta escluso dopo una partita a sasso, carta e forbice. Il gruppo torna nel corridoio del primo giorno e dalla Camera del Re sale verso le camere nascoste sovrastanti. Secondo il video, negli ultimi 5000 anni vi sono salite meno di 50 persone. Dopo una scala ripida, che mette in difficoltà chi soffre di vertigini, c'è un altro passaggio minuscolo. La guida spiega che le prime due stanze sono state superate, ma che le più importanti sono la terza, la quarta e la quinta.

Nell'ultima ora della sfida il gruppo raggiunge il punto più alto all'interno della piramide, tra molti pipistrelli. Zahi mostra un graffito con il nome di una delle squadre che costruirono la piramide. "Aper" significa "squadra", "Simsu" significa "amici", e il cartiglio contiene il nome di Khufu. Il significato complessivo è "il gruppo di amici", o "la banda", di Khufu. Secondo quanto detto nel video, la scritta risale a 4600 anni fa.

La conclusione del video

Il narratore riassume le prove raccolte: le tombe dei lavoratori, gli scheletri sepolti nelle vicinanze con i danni del lavoro manuale, la ricerca vana di stanze segrete e tesori sotto la Sfinge. La conclusione è "niente alieni". Il graffito della squadra di Khufu viene presentato come la prova che, per i ricercatori, risponde in modo definitivo a chi dubita che gli antichi egizi abbiano costruito le piramidi come tombe per i faraoni. Il video si chiude con un ringraziamento all'Egitto per aver permesso tutto questo. Restano senza risposta la posizione del corpo di Khufu e la destinazione del cunicolo nella tomba di Osiride.