Sette giorni in una stanza bianca: il racconto di MrBeast sull'isolamento totale

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Panoramica

Jimmy (MrBeast) prova a restare per sette giorni, cioè 168 ore, in una stanza bianca insonorizzata, senza contatti umani né stimoli. Il video vuole mostrare cosa succede alla mente quando le si toglie quasi tutto. Il percorso parte da una sfida affrontata con ironia e finisce, nelle parole dello stesso Jimmy, con l'ammissione che se avesse saputo quanto sarebbe stata dura non l'avrebbe mai fatta.

14 min di lettura

Le premesse e gli avvertimenti del medico

Poiché l'esperimento è considerato psicologicamente rischioso, durante la sfida è presente un medico che deve controllare che Jimmy non impazzisca. Il medico dice di aver lavorato per 23 anni in ospedali psichiatrici e definisce questa situazione "molto peggio di qualunque cosa abbia mai visto". Secondo quanto riferito nel video, più di 50 ore in una stanza bianca come questa possono causare danni psicologici permanenti. Jimmy dovrebbe restarci 168 ore. Viene anche spiegato che potrebbe scivolare in uno stato di psicosi, e in quel caso dovrebbero tirarlo fuori.

Jimmy ha già passato sette giorni sepolto vivo in un video precedente. Quando gli viene chiesto se questa prova sia peggiore, il medico risponde "molto peggio", perché qui mancano del tutto i contatti sociali. La spiegazione del medico è che un cervello che non riceve informazioni produce follia, allucinazioni e paranoia.

L'equipaggiamento è minimo: un letto, un quaderno con una penna, una bottiglia d'acqua, spazzolino, dentifricio, una saponetta, un water e un lavandino.

Le prime ore: piastrelle, fame e un nastro trasportatore

Jimmy capisce presto che il problema principale sarà far passare il tempo. Alla nona ora ha già contato le piastrelle: 1.900 sulle pareti, 2.860 includendo soffitto e pavimento.

Il cibo arriva tramite un nastro trasportatore lungo più di 30 metri, così che nessuno debba entrare nella stanza. La squadra fuori decide di mandare i pasti a orari casuali per non fargli capire che ora sia. Alle 18:00, per esempio, gli spediscono la colazione.

I primi errori di stima arrivano subito. Jimmy crede di essere dentro da circa 14 ore e sbaglia già di due. Si lamenta che nessuno gli abbia ancora dato da mangiare e si pente di non aver mangiato di più prima di entrare. In realtà il cibo era già arrivato, ma la stanza è insonorizzata e Jimmy se ne accorge solo due ore dopo, quando finalmente va a controllare. Il pasto è freddo e molliccio. Jimmy nota anche che il set è avvolto da catene di metallo e osserva, a metà tra scherzo e inquietudine, che in caso di incendio probabilmente brucerebbe vivo prima che qualcuno riesca ad aprirle.

Il vassoio come un iPhone

Per tenersi occupato, Jimmy comincia a giocare con il vassoio del pasto. Il medico lo legge come un segnale preoccupante: se già ora arriva a questo per avere una stimolazione di base, dubita che resisterà sette giorni. Aggiunge che quando si toglie tutto a una persona, un oggetto banale come un vassoio può diventare divertente quanto un iPhone. La prevede che la noia porterà agitazione e descrive l'esperienza come "molto disumanizzante".

Perdere il senso del tempo e non riuscire a dormire

Dopo il primo sonno Jimmy stima di essere a circa 40 ore e sbaglia di sei. Si stupisce: credeva fossero le 16:00 e invece sono le 21:00. Secondo il racconto, perdere il senso del tempo ha portato altri problemi. Jimmy non riesce a dormire e attribuisce la colpa alle luci, che gli "mandano in tilt il cervello". Il suo piano era passare a letto i giorni rimanenti.

Il medico ha un'altra lettura: Jimmy non dorme perché non ne ha bisogno. Vorrebbe dormire fino alla fine, ma dovrebbe invece trovare qualcosa che lo tenga occupato da sveglio. Quando lo vede arrampicarsi sul muro, il medico lo interpreta come un impulso naturale alla libertà, una regressione agli istinti primordiali.

Anche i pasti diventano fonte di confusione. Jimmy racconta che il primo pasto che è riuscito a mangiare è arrivato alle 16:30. Sembrava buono ma era così freddo che, dice, preferirebbe morire di fame piuttosto che mangiarlo. Il secondo pasto arriva quando a lui pare siano passati due minuti, e si ritrova con due vassoi senza sapere quanto tempo il primo sia rimasto sul nastro. Ipotizza che la squadra si sia sentita in colpa perché aveva mangiato poco. Chi osserva fa notare che sta diventando un po' paranoico, e il medico avverte che la cosa può peggiorare col tempo. Siamo solo al secondo giorno.

Senza nient'altro da fare, Jimmy decide di vedere fin dove riesce a contare e arriva a 1.000. Più avanti trova un pasto che, si scopre, è rimasto sul nastro per sette ore: c'era anche un gelato che avrebbe voluto disperatamente, ormai immangiabile. Jimmy stesso, ripensandoci, riconosce che il medico aveva ragione, perché più avanti nella sfida è "quasi impazzito". Ammette anche che dormire gran parte del tempo l'ha aiutato a far passare le ore ma l'ha danneggiato in altri modi.

Un'ansia diversa dallo stress

In un momento più riflessivo Jimmy descrive uno stato emotivo nuovo. Di solito, lavorando a molti video, è estremamente stressato. Nella stanza invece non sente stress, ma molta ansia: ha paura di perdersi le cose belle che succedono nel mondo. La definisce un'emozione diversa, a cui non è abituato. Aggiunge che è assurdo quanto sia difficile non fare nulla, e che la noia comincia a pesargli davvero a livello mentale.

Ora 65: verticali, parchi immaginari e chicchi di riso

All'ora 65 Jimmy, ancora lontano dalle 168, prova a fare la verticale e rimpiange che nessuno gliel'abbia insegnata prima. Il medico spiega che per non cadere in una forte depressione dovrà inventarsi concetti che esistono solo nella sua mente. Poco dopo Jimmy fa proprio questo: immagina di passeggiare in un parco, con l'erba verde, qualcuno che pesca, il sole e il canto degli uccelli, finché qualcosa interrompe la sua "passeggiata". Da fuori il momento viene commentato come una "discesa nella follia".

Arriva quello che Jimmy chiama il miglior pasto ricevuto fino a quel momento: riso, patate dolci e bistecca. Invece di mangiare il riso come farebbe chiunque, conta i chicchi uno per uno. Sono 447.

Sbagliare di un giorno intero e dormire in bagno

Sentendosi molto stanco, Jimmy pensa che sia la notte del quinto giorno. Non è nemmeno a metà della sfida, quindi sbaglia di un giorno intero. Decide di riposare in bagno, dove c'è meno luce, e secondo il suo racconto è stata la mossa migliore: ci dorme 12 ore di fila.

Il messaggio negli SpaghettiOs

A 84 ore, cioè ufficialmente a metà, la squadra decide di comunicarglielo attraverso il pasto successivo, mescolando le lettere degli SpaghettiOs perché le rimetta in ordine. Il piano fallisce. Jimmy non riconosce gli SpaghettiOs e non ricorda nemmeno il nome di un altro piatto, che alla fine chiama "pagnotta". Non si accorge delle lettere: ogni volta che ne trova una se la mangia. Solo a un certo punto ne nota una ("È una N"), e chi osserva dice che una volta uscito si sentirà molto stupido. Jimmy commenta di sperare che le lettere non formassero una parola da ricomporre per ottenere altro cibo.

Fame senza fame, McDonald's e giochi improvvisati

A questo punto le luci forti gli danno davvero fastidio. Jimmy ha un forte mal di testa, ha molta fame e si chiede cosa stia succedendo al suo corpo. Secondo il medico chiede altro cibo pur assumendo tutte le calorie necessarie, perché è così poco stimolato da pensare di stare morendo di fame. Jimmy controlla il nastro più e più volte. In un momento si chiede se possa venirgli una commozione cerebrale, e alla risposta "forse dovresti smettere" si ferma.

Arriva un sacchetto di McDonald's, sospettosamente leggero, ma il panino c'è. Jimmy descrive così il suo rapporto con i pasti: ogni volta che mangia ha venti minuti di pura felicità, si sente di nuovo umano e continua a sorridere. Appena finisce arriva un'ondata di depressione e si chiede: "E ora che faccio?". Dice che i secondi cominciano a confondersi, che non ha la minima idea dell'ora e che la sua mente sta "cadendo nella stupidità".

Prova allora a inventare giochi. Usa l'involucro del cheeseburger e la tazza dello spazzolino per giocare a basket, senza successo, poi passa al "baseball" e infine lancia il vassoio "indistruttibile" del primo pasto. Poco dopo torna a dire che si annoia.

Giorno 4: le istruzioni, le telecamere e il sentirsi un animale

Nel quarto giorno Jimmy si rivolge alla squadra: qualunque cosa faccia, che implori, gridi o supplichi, non devono farlo uscire prima. Il suo istinto gli dice di essere a 113 ore, con 55 rimanenti, e chiede a chi monta il video di mostrare il numero reale. Chi osserva prevede che si arrabbierà e forse andrà in paranoia.

Subito dopo Jimmy si lamenta della mancanza di privacy, elenca ossessivamente le telecamere puntate su di lui 24 ore su 24 e dice di stare per impazzire. Prova a lanciare una telecamera attraverso lo sportello del nastro "come una palla da bowling" e si fa male a un dito.

Arriva poi una delle ammissioni più dure del video. Jimmy dice di aver sottovalutato molto la difficoltà della sfida, che solo a pensarci gli viene da piangere, che si sente come un animale e che gli sembra di aver perso tutti i suoi diritti di essere umano. Stima di essere a metà del quinto giorno, dice che gli mancano la sua ragazza, il gruppo e Nolan, e che mentalmente sta toccando il fondo.

Sogni nella stanza e le "prove" del tempo trascorso

Jimmy racconta che, a forza di stare lì, alcuni suoi sogni sono ambientati nella stanza: sogna che sia il sesto o settimo giorno e poi si sveglia rendendosi conto che non è vero. Dice che pagherebbe molti soldi per sapere che ora è.

Poi prova a dimostrare con un ragionamento che mancano 33 ore. Elenca tre indizi: ha dormito cinque volte; di solito va in bagno una volta al giorno e finora l'ha fatto cinque volte; gli sono cresciuti molti peli sul collo, cosa che di solito richiede una settimana. Aggiunge che se fosse ancora il quinto giorno, o peggio il quarto, potrebbe impazzire.

Racconta anche di aver sognato la volta in cui ha contato fino a 100.000. Al risveglio, "in memoria dei vecchi tempi", decide di fare mille giri della stanza. Rivedendo il filmato commenta che è pazzesco essere arrivato a camminare in cerchio per non impazzire. Mille giri si rivelano troppi e gli gira la testa.

La visita di Bailey e Suzie

A un certo punto Karl porta sul set due partecipanti del video "100 giorni intrappolati insieme", Bailey e Suzie. Mostrandogli Jimmy, dice loro: ecco la persona che vi ha tenuti intrappolati per 100 giorni. Alla domanda se questa prova sia più facile o più difficile della loro, rispondono che preferirebbero avere qualcun altro con sé.

Con i ruoli invertiti, i due si vendicano mandandogli un vassoio vuoto e dicono di non sentirsi in colpa. Jimmy indovina subito che dietro c'è Karl. Chi osserva sottolinea che quello scherzo è l'unico stimolo che riceve da giorni. Jimmy alla fine ammette: "Forse me lo merito".

Il sonno come rifugio e l'idea di una stanza eterna

Jimmy immagina che forse dopo la morte succede questo: restare per sempre in una stanza bianca, cosa che definisce orribile. Descrive anche un'inversione tra sonno e veglia. Quando dorme sogna di essere nel mondo esterno, quando è sveglio si sente depresso, solo e infelice, quindi più dorme più è felice.

Arrivano richieste esplicite di uscire. Mettendo in fila le sue prove passate (sette giorni su una zattera, sette giorni sepolto vivo, ora sette giorni in isolamento), Jimmy dice che se avesse saputo quanto sarebbe stata dura non l'avrebbe mai fatto. Dice di sentirsi estremamente solo, che gli manca la sua ragazza, che "questa è tortura", e piange. Chi osserva lo descrive così: si appisola sul pavimento, lancia oggetti, fa scenate, è felice quando mangia, "è come un bimbo".

Le ultime 24 ore: la stima sbagliata e il crollo

Jimmy crede che manchino otto ore e prega che sia così. Poi corregge la stima a due o tre ore e annuncia di godersi il suo "ultimo pasto". Chi lo osserva sottolinea l'ironia: mancano esattamente 24 ore. Sapendo che Jimmy conta di dormire le ultime ore, prevedono un brusco risveglio e ammettono che la situazione è preoccupante.

Convinto che la porta stia per aprirsi, Jimmy si mette a pulire la stanza, ma confessa che stava solo cercando una scusa perché si annoia. Riflette sulle sue aspettative: pensava che l'esperimento gli avrebbe dato più chiarezza mentale e gli avrebbe insegnato qualcosa su di sé. In realtà, dice, l'unica cosa che gli resta è l'abilità di lanciare oggetti oltre lo sportello del nastro trasportatore.

Quando il tempo continua a passare, Jimmy rifiuta di credere che manchino ancora 24 ore e dice di aver raggiunto il limite. Ricomincia a contare e arriva a 5.425. Giura di aver sentito qualcosa fuori, poi ripete più volte "sono triste" e "non voglio stare qui". Da fuori lo descrivono come "a malapena umano", sdraiato a letto con gli occhi coperti, senza emozioni, "disfunzionale". Si chiedono se uscirà come un'altra persona, temono di sì e ammettono di non averlo mai spinto così in là in un video. Prima dell'apertura, la squadra si raccomanda di essere gentili con lui, come con un bambino che si sveglia da un pisolino.

L'uscita

Con dieci minuti di preavviso parte il conto alla rovescia. Jimmy lo interrompe perché non ha nemmeno i pantaloni. Quando la porta si apre si dice un po' stordito, e racconta che dopo la sfida aveva dimenticato come interagire con le persone. Trova un sollievo non dover più fissare una luce bianca e definisce "meraviglioso" il soffitto della stanza accanto. Ammette di aver creduto che avrebbe dovuto aspettare "altre 24 ore per sempre". Chiede di uscire per vedere il sole, ma fuori è buio. Il video si chiude con una frase semplice: "Che bello vedere il mondo esterno".