Cinque luoghi tra i più letali della Terra: dalla gabbia tra i leoni alla notte sull'Isola dei Serpenti

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Panoramica

Il video segue Jimmy (MrBeast) e i suoi compagni in quelli che presenta come i cinque luoghi più mortali del pianeta, più una tappa "bonus" in mare. L'idea annunciata è che ogni posto sia più pericoloso del precedente, fino all'ultima destinazione: un'isola piena di serpenti velenosi su cui il gruppo trascorrerà la notte. Il filo conduttore non è un'argomentazione ma una progressione di rischi. In ogni tappa il video spiega che cosa renda quel luogo pericoloso e mostra come reagiscono i partecipanti.

10 min di lettura

Una gabbia nel safari africano, al calar del sole

Il viaggio comincia dentro una gabbia, in mezzo a un safari africano popolato da leoni, ghepardi, ippopotami e altre specie definite potenzialmente letali. Per attirare i leoni vicino alla gabbia, Jimmy sparge tutto intorno una grande quantità di carne. Uno dei compagni commenta incredulo: "Stiamo cercando di morire?".

Il pericolo spiegato nel video riguarda il buio: quando il sole tramonta gli esseri umani non vedono più, mentre gli animali sì. Con la notte gli avvistamenti si moltiplicano. Prima compaiono due leoni, poi un animale enorme che qualcuno scambia per un rinoceronte, accompagnato dal commento che "di notte esce di tutto". A un certo punto il gruppo si dice circondato dai leoni, che si trovano "letteralmente a sei metri" e continuano a girare intorno alla gabbia. Jimmy ricorda che questa è solo la prima tappa e che le successive diventeranno sempre più mortali.

La scalata della cascata ghiacciata e la resa di Nolan

La seconda prova è la scalata di una gigantesca cascata ghiacciata. Il gruppo è attrezzato con stivali con ramponi e piccozze. Jimmy insiste che la parete vada scalata fino in cima e che non si possa tornare indietro, mentre un compagno la giudica "impossibile". Jimmy stesso, nella narrazione, ammette di non esserne stato del tutto sicuro.

Nolan è il primo a cedere. Dichiara che per lui è abbastanza e si ritira, nonostante gli altri protestino che non può arrendersi. Chi resta prosegue mentre la parete diventa sempre più ripida. Qualcuno perde la presa con un piede e ammette di essere stato sul punto di cadere. Jimmy definisce l'esperienza la più spaventosa che abbia mai fatto. Verso la fine dice di avere solo il 10% di energie e di voler piangere, ma di non poter mollare perché sono ormai troppo in alto. Alla fine arriva in cima, e il suo commento è che Nolan aveva fatto bene a ritirarsi.

La Strada della Morte in Bolivia

La terza tappa è in Bolivia, su quella che il video chiama la strada più mortale della Terra, la "Strada della Morte". Secondo quanto detto nel video, la strada causava quasi 300 morti all'anno ed è stata chiusa circa un decennio fa proprio per l'alto numero di vittime. Il governo avrebbe concesso di riaprirla appositamente per il gruppo, e Nolan commenta che avrebbe preferito di no. Il dirupo accanto alla carreggiata viene paragonato all'altezza di un grattacielo. Nel riepilogo finale si parla di un precipizio di 300 metri.

Jimmy è al volante e Nolan è il passeggero terrorizzato. Gran parte della tensione nasce dai battibecchi tra i due. Jimmy si lamenta delle esclamazioni di Nolan mentre ha la sua vita "nelle sue mani". Nolan lo implora di tenere le mani sul volante e gli fa notare che sono a dieci centimetri da una caduta nel vuoto. Il video presenta poi il primo dei tre punti più pericolosi del percorso, un tratto così stretto che una ruota rischia di uscire dalla carreggiata, accanto a un burrone con una specie di cascata.

Jimmy chiede a Nolan di scendere e guidarlo da fuori, e Nolan ne approfitta volentieri per lasciare l'auto. Le indicazioni però si rivelano poco utili. Jimmy gli rimprovera di non essere bravo con le direzioni e Nolan ammette di essere sceso solo per scappare dall'auto. Più avanti si aggiunge la nebbia: il video spiega che in alcuni punti la strada è normale, ma che con le forti variazioni di altitudine la nebbia fitta arriva all'improvviso, "come un killer silenzioso", fino a rendere quasi invisibile il bordo. C'è anche un ponte, che Jimmy fa testare a Nolan prima di passarci con l'auto, osservando che la strada è rimasta chiusa per un decennio. Alla fine il gruppo esulta per essere sopravvissuto.

Bonus: in mare tra gli squali, senza gabbia

Finora le prove si erano svolte sulla terraferma. Come bonus, Karl e Nolan vengono portati in mezzo all'oceano, circondati da squali, ed entrano in acqua senza la gabbia che di solito si usa. Il video sostiene che gli squali di quelle acque siano noti per gli attacchi non provocati, al punto da rendere quel tratto di mare il più pericoloso degli Stati Uniti.

La scena è fatta soprattutto di reazioni. I due chiedono più volte perché non ci sia una gabbia e si avvisano a vicenda quando uno squalo si avvicina alle spalle. Nolan esita a entrare in acqua e dice di non voler morire quel giorno. Uno dei due osserva che gli squali sono grandi il doppio di loro. Alla fine Nolan dichiara di aver chiuso con gli squali.

La cascata Gocta Cataracts e l'inondazione improvvisa

Il secondo posto della classifica si trova nel cuore della foresta pluviale amazzonica. Il video la descrive come un luogo la cui bellezza è pari solo al pericolo, perché basta un piccolo temporale per scatenare inondazioni lampo capaci di sommergere l'intera area. La destinazione è la cascata Gocta Cataracts, dove, secondo il narratore, una piena potrebbe trascinare qualcuno giù per oltre 300 metri.

Jimmy è accompagnato da Hase, presentato come qualcuno che ha trascorso 70 giorni nella natura, e da Bailey, che ne ha passati 100 in un cubo. Jimmy promette che la prova è nelle corde di Hase e che il rischio di morte è basso. Alla domanda se sia comunque diverso da zero, taglia corto.

Dopo ore di cammino su terreni scivolosi e ripidi, il gruppo raggiunge la destinazione. Con una guida attraversa il fiume a guado, poi si assicura con delle corde per affacciarsi oltre il bordo della cascata. Proprio allora si realizza lo scenario descritto all'inizio: comincia a piovere a dirotto, la cascata si allarga e il fiume si gonfia fino a minacciare di sommergerli.

A quel punto il gruppo discute su come scendere. Jimmy propone di usare le corde, ma un compagno la ritiene una pessima idea e fa notare che il fango sta scivolando lungo la corda di Jimmy e che lui potrebbe essere colpito da un fulmine. Il narratore dice che il video "si è trasformato in un'emergenza". L'unica via d'uscita era il terreno ripido e scivoloso dell'andata, ora con la foresta allagata e il sentiero bloccato. Il gruppo decide di usare le corde in più punti, sapendo che ci vorranno ore. Jimmy ricorda di aver attraversato quel fiume ridendo all'andata e ammette di non ridere più e di essere davvero spaventato, con la cascata a pochi passi in caso di caduta. Dopo ore di cammino nell'acqua e nel fango, il gruppo riesce a scendere e mettersi in salvo.

L'Isola dei Serpenti: una notte tra i serpenti velenosi

Il primo posto della lista è l'Isola dei Serpenti, presentata come l'isola più pericolosa al mondo. Il gruppo, di cui fa parte anche Drew Binsky secondo i ringraziamenti nella descrizione, resta bloccato sull'isola fino al giorno dopo. Gli unici mezzi di difesa dai morsi sono delle protezioni per gli stinchi. Alla domanda su cosa accada in caso di morso, la risposta riportata nel video è che, appena il veleno entra nel sangue, la pelle si scioglie e si muore in meno di un'ora.

Il narratore spiega che, visto il nome, ci si aspetterebbero migliaia di serpenti. Aggiunge però che, dopo aver ucciso tutti gli animali terrestri, i serpenti cacciano gli uccelli sugli alberi, le uniche prede rimaste sull'isola. Per questo il pericolo non viene più solo da terra: entrando nella giungla, un compagno dice che prima pensava alle gambe e ora teme anche gli alberi. Poco dopo ne trova uno accanto alla propria faccia.

La spedizione ha anche uno scopo scientifico. Il video spiega che gli scienziati catturano i serpenti per estrarne il veleno e produrre un antidoto. In uno dei momenti più tesi, un giovane esemplare tenuto da uno dei partecipanti scappa tra la vegetazione. Lui insiste che il serpente è fuggito e non che l'ha lasciato cadere, e la sua calma viene paragonata a quella di chi fa cadere il telefono. Più ci si addentra, più i cespugli diventano fitti, fino a non vedere oltre mezzo metro, e più serpenti si incontrano.

Alla domanda su quante vite salverà l'antidoto, la risposta è "migliaia". Il narratore precisa che l'antidoto può essere usato per trattare il 90% dei morsi di serpente in Brasile, quindi ogni serpente catturato potrebbe salvare migliaia di vite. Per il resto della giornata il gruppo aiuta a cercare i serpenti e assiste gli scienziati. In un caso un esemplare si trova a quattro metri e mezzo da terra e gli scienziati vogliono scuotere l'albero per farlo cadere, ma il serpente non si muove.

Con il buio il gruppo monta il campo. Jimmy ammette di non sapere se le tende siano a prova di serpente e va a dormire sperando che nulla strisci dentro. Al risveglio l'unico pensiero è andarsene il più in fretta possibile.

Il bilancio finale

Nel riepilogo conclusivo Jimmy ripercorre le prove: la scalata della montagna ghiacciata, la guida a pochi centimetri da un precipizio di 300 metri, la nuotata senza gabbia in acque infestate dagli squali e, infine, la sopravvivenza all'Isola dei Serpenti. Il video si chiude con questa dichiarazione di sopravvivenza.