Uno yacht in regalo, ma solo se sopravvive a quattro fasi di attacchi

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Panoramica

Il conduttore consegna a Sean uno yacht con una condizione. È ufficialmente suo, ma lo staff farà di tutto per distruggerlo. Sean ha 24 ore prima di ogni fase per costruire le difese, poi arrivano gli attacchi: cannonate, mine marine, fuochi d'artificio, frecce infuocate, catapulte e infine mitragliatrici. La domanda che regge il video è semplice. Una persona, con una carta di credito a disposizione e una squadra di operai, può proteggere una barca ormeggiata in un lago da un bombardamento crescente? E quali difese funzionano davvero?

10 min di lettura

Fase uno: il muro inclinato contro cento cannonate

Appena partito il timer, Sean usa la carta di credito del conduttore per comprare una grande quantità di materiali. Comincia così a preparare la difesa contro la prima fase, cento colpi di cannone. Spiega il piano: costruire un muro inclinato che blocchi i proiettili. Ci lavora tutta la notte e il giorno seguente, fino allo scadere delle 24 ore. Il conduttore introduce la prova chiedendosi se le difese reggeranno o se il video dovrà ricominciare con un nuovo concorrente.

Il primo colpo smentisce subito l'ottimismo. La palla attraversa la barriera e squarcia i container, e il conduttore commenta che i cannoni sciolgono le difese «come burro». Sean ammette di essere «fritto» e di sentire di aver perso «un pezzetto» della propria anima. Il conduttore aggiunge che probabilmente ha perso anche un pezzo di yacht. Il tiro va avanti per tre ore e i cannoni si rivelano, nelle parole di chi li usa, molto più potenti del previsto.

All'ispezione lo yacht risulta ancora a galla, ma non è intatto. C'è un piccolo buco, un corrimano colpito e un punto preciso dove è arrivata una cannonata. Il danno peggiore riguarda il bagno, descritto come completamente distrutto, con lo specchio in frantumi. Il bilancio è di tre cannonate a segno su cento. Sean lo considera un risultato «piuttosto buono», mentre il conduttore lo esorta a prendere la fase due più seriamente.

Fase due: quindici mine marine e una montagna di materassi

Per dimostrare che non scherza, il conduttore fa portare una delle bombe. Annuncia che dopo 24 ore quindici mine marine esploderanno in cerchio attorno allo yacht e precisa che le hanno testate e sono estremamente potenti. Sean, preoccupato, decide di dormire sullo yacht circondato dalle bombe per ripartire riposato dopo qualche ora.

La mattina seguente il lavoro si complica. Un forte temporale impedisce di usare la gru e tutto va fatto a mano. Il piano di Sean per «imbottire» lo yacht si basa sui materassi: gli operai comprano tutti quelli disponibili in città e li trasportano con un gommone, avanti e indietro. L'ordine è coprire ogni centimetro, e il conduttore osserva che la barca non sembra più uno yacht ma un mucchio di materassi. A due ore dall'esplosione si dice però poco convinto: secondo lui Sean non si è preparato quanto si aspettava. Sean fa notare quanto sarebbe tutto più facile con la gru, o se la barca non fosse in acqua.

Allo scadere del tempo, le difese consistono in alcuni materassi e qualche contenitore d'acqua. Il conduttore la definisce forse la cosa più orribile che abbia mai visto e chiede a Karl di coprire le orecchie di Sean. Prima della detonazione Sean chiede di avere il cappello del conduttore, che promette di darglielo se lo yacht sopravvive.

Le esplosioni sembrano devastanti e a caldo qualcuno dice che è impossibile non ci siano danni. All'ispezione, invece, lo yacht è ancora in piedi e in apparenza a posto: le mine hanno solo bruciato i materassi. Il conduttore ammette di non sapere cosa dire, perché quei materassi si sono rivelati una difesa molto efficace contro le mine.

Fase tre: fuochi d'artificio, frecce infuocate e catapulte

La terza fase è un attacco su tre livelli. Prima un milione di fuochi d'artificio sparati direttamente contro lo yacht, poi una raffica di frecce infuocate per il livello superiore, infine catapulte, chiamate anche trabucchi, che lanciano palle di fuoco dal cielo.

Secondo il narratore, a questo punto le strategie di Sean sono diventate molto più efficienti. Sean dà ordini alla squadra, fa sistemare i container e si riposa mentre gli altri lavorano. Il piano è usare altri container da spedizione per costruire un muro gigantesco, abbastanza alto da fermare i fuochi d'artificio e da evitare che i detriti delle catapulte raggiungano lo yacht. Sean stesso lo giudica molto rischioso, ma dice di sentire che quello è «il suo giorno». Poi aggiunge un'altra misura: pompa l'acqua del lago attraverso degli irrigatori per inzuppare i materassi.

Durante l'ispezione il conduttore riconosce il salto di qualità: Sean è passato da una costruzione «patetica», che aveva lasciato passare tante cannonate, a qualcosa che secondo lui potrebbe davvero funzionare. Salito sul muro, confessa di soffrire di vertigini. La barriera è alta 12 metri. Il conduttore spera che le catapulte superino i container e colpiscano lo yacht, mentre qualcuno gli ribatte che lo mancherà. Un tiro di prova di Chandler finisce con un «colpo diretto». Quando il conduttore gli fa notare che ha ancora 30 secondi e non sta facendo nulla, Sean risponde che è tutto pronto: lo yacht è coperto, il muro è costruito e dietro è tutto bagnato.

L'esito della terza fase

I fuochi d'artificio producono uno spettacolo che i presenti faticano a credere reale. A un certo punto si vede del fumo sullo yacht e alcuni fuochi colpiscono la sommità della barca. Seguono le mille frecce infuocate, che però passano proprio sopra il muro. Per le catapulte, legandole allo sponsor del video, lo staff lancia dei «palloncini infuocati», in pratica palle da bowling in fiamme. Uno dei colpi finisce sul container accanto allo yacht, e a un certo punto il conduttore osserva che la barca è esposta e che le difese stanno cedendo. Avverte che un solo colpo a segno potrebbe chiudere il video.

Sean resta tranquillo per tutta la sequenza. Un tiro arriva più vicino del previsto e uno degli ultimi lanci viene annunciato come colpo diretto, ma la risposta è «Acqua». Il conduttore conclude che l'unica cosa bruciata quel giorno è lui stesso.

Fase quattro: tutto insieme, più le mitragliatrici

Per la fase finale il conduttore annuncia una raffica di mitragliatrici, sommata a tutti gli attacchi precedenti: fuochi d'artificio, catapulte, frecce e altre cento cannonate. Al posto delle mine sparse ci sarà una sola mina marina enorme, che descrive come «quasi un missile nucleare», «forse anche illegale» e capace di «appiattire isole».

Il piano di Sean è mettere quanta più roba possibile tra lo yacht e gli attacchi. Usa le casse rimaste per chiudere le fessure da cui potrebbero passare i proiettili e sistema un container come protezione esterna. Accumula tutta la terra possibile in una barriera d'impatto davanti al muro esposto ai cannoni. Poiché la bomba gigante potrebbe arrivare da dietro, colloca sul retro dei fusti pieni d'acqua. In un momento più personale Sean racconta quanto sia dura la sfida: è lontano da casa, gli manca la famiglia e l'acqua complica tutto, perché non si può raggiungere la barca a piedi per caricarci sopra le cose. La bomba, ammette, lo rende nervoso.

Il narratore riassume la difesa finale: più strati di scudi metallici contro le mitragliatrici, un cumulo di sabbia e altri materiali contro i cannoni, il muro alto contro i proiettili dall'alto e i materassi inzuppati. Prima dell'inizio il conduttore dice a Sean che, pur avendo il compito di distruggere lo yacht, spera sinceramente che vinca. Sean risponde che fin da bambino ha sempre desiderato una barca così. Il conduttore osserva che cento ore prima c'era solo una barca e ora c'è tutta quella struttura, e confessa di non sapere come Sean ci sia riuscito.

L'ultimo assalto e la mega mina

L'attacco comincia con le mitragliatrici e alcuni colpi raggiungono la barca. Sean nota che i tiratori puntano proprio alle fessure. Nel caos uno dei tiratori spara per errore i fuochi d'artificio nel posto sbagliato e provoca altri danni. Il conduttore dice apertamente di non credere che lo yacht ce la farà.

Poi tornano i cannoni, per verificare se Sean ha imparato la lezione della prima fase. Una palla colpisce lo yacht, ma secondo il narratore la cassa e il cumulo di terra fermano tutti gli altri impatti. La difesa contro le catapulte si rivela così efficace che una palla infuocata finisce intrappolata tra i container. Visto il ritmo lento, il conduttore decide di lanciare tutto insieme: cannoni, fuochi d'artificio, frecce e catapulte. Il fumo è tale che non si vede più nulla e qualcuno commenta che sembra la Terza Guerra Mondiale.

Per ultimo arriva quello che il conduttore presenta come «il meglio», o il peggio per Sean: le 14 mine marine della fase precedente, combinate in un'unica mega bomba e montate su una barca radiocomandata diretta verso lo yacht. L'esplosione è enorme.

Il verdetto

Alla fine lo yacht galleggia ancora, anche se alcune pallottole e palle di cannone sembrano essere passate. Il conduttore dice di aver fatto molte cose strane ma mai qualcosa del genere, e Sean ribatte che nessuno aveva chiesto che la difesa fosse anche bella. Sean tiene lo yacht e riceve anche 50.000 dollari per ripararlo. Il conduttore assicura infine che il lago è stato ripulito dopo le riprese.

Il risultato smentisce più volte le previsioni del conduttore. Le difese più improvvisate, come i materassi contro le mine o i materassi bagnati e il muro di container contro il fuoco, hanno retto meglio del previsto. L'unico vero cedimento è arrivato nella prima fase, quando Sean non conosceva ancora la potenza dei cannoni.